Angola – Scheda Paese

Angola – Scheda Paese

L’economia angolana è stata duramente colpita dal drastico calo dei prezzi internazionali del petrolio, così come una riduzione temporanea della produzione di petrolio a causa di manutenzione non programmata dei giacimenti petroliferi, e la siccità prolungata. Tuttavia, politiche macroeconomiche sane hanno contribuito a garantire un tasso di crescita economica del 4,5% nel 2014, in calo dal 6,8% nel 2013. L’Angola soffrire dei prezzi del petrolio significativamente più bassi nel periodo 2015/16. I bassi prezzi del petrolio dovrebbero portare a tagli consistenti alla spesa pubblica e un conseguente rallentamento della crescita del PIL al 3,8% nel 2015. Ma la crescita dovrebbe essere in ripresa al 4,2% entro il 2016.

Crescita e sviluppo equo sono limitati dall’ambiente avverso per le imprese, la governance inadeguata e mancanza trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche, la bassa qualità e la mancanza di manutenzione di infrastrutture fisiche, la limitata qualità di risorse umane, la debole crescita dell’agricoltura, l’inefficiente erogazione dei servizi pubblici ai poveri, e la difficoltà di gestione di rendite dalle fonti non rinnovabili per creare risparmi per le generazioni future. Le pressioni sociali sono in aumento a causa del tasso di disoccupazione (26%), in particolare tra i giovani; la significativa povertà, che colpisce il 36,6% della popolazione; le disuguaglianza di  reddito, con un coefficiente di Gini di 55,3. In questo contesto, le riforme strutturali sono indispensabili per accelerare la diversificazione dell’economia, ridurre la dipendenza dalle risorse naturali, aumentare la produttività, migliorare l’allocazione delle risorse e creare le condizioni per un tasso più veloce della crescita economica e uno sviluppo equo.

Grandi e persistenti disparità regionali sono state aggravate da più di 27 anni di guerra, che ha innescato una migrazione senza precedenti dalle aree rurali a quelle urbane. Il programma di investimenti pubblici ha contribuito a migliorare l’allocazione regionale delle risorse pubbliche, ma ulteriori sforzi sono necessari per migliorare la qualità e la disponibilità delle infrastrutture economiche e sociali. Consapevole dei conflitti spaziali che possono sorgere dall’isolamento economico delle regioni e delle popolazioni, in gran parte indotti dalla guerra, il governo ha approvato un mix di agevolazioni fiscali, ha accelerato la fornitura di infrastrutture fisiche in zone economiche speciali e lo sviluppo di poli industriali come parte della Programma industrializzazione nazionale, 2013-2017. L’accesso al credito per le piccole e medie imprese è stato facilitato e corridoi economici per ridurre le asimmetrie regionali sono in fase di sviluppo. Nel frattempo, il decentramento fiscale rimane limitato, con l’80% delle risorse pubbliche gestite a livello centrale. Il censimento della popolazione del maggio 2014 verra utilizzato nella progettazione di una politica nazionale sulla popolazione che aiuterà ad anticipare le conseguenze della crescita della popolazione e la conseguente pressione sulle risorse naturali.

Per quanto riguarda l’interscambio con l’Italia, l’Italia ha esportato nel 2014 merci per 400 milioni di Euro, mentre ha importato merci per 920 milioni. L’italia ha esportato prevalentemente:

281 – Macchine di impiego generale
289 – Altre macchine per impieghi speciali
282 – Altre macchine di impiego generale
101 – Carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne
241 – Prodotti della siderurgia
271 – Motori, generatori e trasformatori elettrici; apparecchiature per la distribuzione
222 – Articoli in materie plastiche
103 – Frutta e ortaggi lavorati e conservati
259 – Altri prodotti in metallo
284 – Macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensil

 

wdt_ID country Indicatori Economici 2013e 2014p 2015p 2016p
1 Angola Real GDP growth 6.80 4.50 3.80 4.20
2 Angola Real GDP per capita growth 3.70 1.40 0.70 1.10
3 Angola CPI inflation 8.80 7.40 8.00 8.70
4 Angola Budget balance % GDP 0.30 -2.20 -10.60 -7.70
5 Angola Current account balance % GDP 5.80 2.70 -5.90 -2.20

Min Sviluppo Economico Indicatori Economici

ICE interscambio commerciale

Wikipedia Scheda Paese

Angola
Angola – Bandiera Angola - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Virtus unita fortior
("L'unità dà forza")
Angola - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica dell'Angola
Nome ufficiale República de Angola
Lingue ufficiali Portoghese
Capitale Luanda  (5.000.125 ab. / 2009)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale
Presidente João Lourenço
Indipendenza dal Portogallo nel 1975
Ingresso nell'ONU 1º dicembre 1976
Superficie
Totale 1.246.700 km² (23º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 24.300.000 ca. ab. (stima 2014)
Densità 14 ab./km²
Tasso di crescita 2,784% (2012)[1]
Nome degli abitanti Angolani
Geografia
Continente Africa
Confini Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Namibia, Repubblica del Congo
Fuso orario UTC +1
Economia
Valuta Kwanza angolano
PIL (nominale) 115 209[2] milioni di $ (2012) (61º)
PIL pro capite (nominale) 5 700 $ (2012) (93º)
PIL (PPA) 123 140 milioni di $ (2012) (66º)
PIL pro capite (PPA) 6 247 $ (2013) (113º)
ISU (2011) 0,486 (basso) (148º)
Fecondità 5,3 (2011)[3]
Consumo energetico 0,02 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 AO, AGO, 024
TLD .ao
Prefisso tel. +244
Sigla autom. ANG
Inno nazionale Angola Avante!
Festa nazionale 11 novembre
Angola - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Portogallo Impero portoghese
 

Coordinate: 12°21′S 17°21′E / 12.35°S 17.35°E-12.35; 17.35

L'Angola è uno Stato dell'Africa centrale. Confina a nord con la Repubblica Democratica del Congo, a est con lo Zambia, a sud con la Namibia e a ovest si affaccia sull'oceano Atlantico. Fa parte del paese anche l'exclave di Cabinda situata al confine fra Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo.

Il nome

ll nome del paese deriva dal termine Ngola, attributo di rispetto dei sovrani Ndongo corrispondente all'italiano "Maestà". I portoghesi diedero questo nome ufficiale al paese nel XVI secolo proprio in onore di quei sovrani, loro fedeli alleati[4].

Storia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Angola.

Storia antica

Le prime tracce di presenza umana in questa regione risalgono sicuramente alla preistoria. Non si conosce molto sulle popolazioni che in epoca primitiva abitavano sul territorio. In proposito vi sono varie teorie: fino a non molto tempo fa si pensava che popolazioni di lingua bantu provenienti da occidente si fossero insediate nella regione introducendo l'agricoltura e la lavorazione del ferro. Alcune prove sul DNA delle popolazioni Cabinda dell'Angola hanno invece dimostrato l'assoluta estraneità della popolazione indigena con le altre popolazioni limitrofe.

L'inizio della colonizzazione portoghese

La regina Njinga nelle trattative di pace con gli inviati portoghesi - 1624

La venuta dei portoghesi in questo territorio è molto remota, specialmente sulla costa, già fiorente di traffici addirittura in epoca medievale. Nel 1483 si ha notizia di una prima penetrazione anche nell'entroterra. Inizialmente vi furono ostilità con i numerosi regni neri presenti sul territorio, in particolare col regno del Congo, con quello di Ndongo e con quello di Benguela. Tuttavia già nel XVI secolo si addivenne a lunghi periodi di pace, intervallati da guerre occasionali, dovute spesso a scontri di carattere personale tra i vari sovrani e governatori. In particolare il Regno di Ndongo costituì un'alleanza abbastanza stabile con i portoghesi, intrattenendo con essi un fiorente commercio di schiavi, molti dei quali furono trasportati in Brasile. Nel frattempo i portoghesi avviarono la costruzione di numerosi e floridi insediamenti nella regione, conquistando via via autonomia dalla madrepatria.

Il consolidamento della colonizzazione portoghese

Con l'avvento del XVII secolo, una nuova tribù si impose in parte del territorio angolano: la tribù degli Imbangala. Queste genti erano caratterizzate da un notevole ardimento bellico e da una forte intraprendenza, sicché in breve tempo sottomisero molte altre tribù dell'area, vendendo un'ingente quantità di schiavi ai portoghesi. Il Governatore Luis Mendez de Vasconcelos, apprezzandone assai lo spirito combattivo, ne arruolò buona parte nelle sue truppe. Si consolidò così il fenomeno del meticciamento sia propriamente detto (incroci tra razze), sia spirituale (fusione di costumi e tradizioni), che fu sempre caratteristico dell'impostazione coloniale portoghese, al contrario ad esempio di quella britannica. Intanto i portoghesi dovettero fronteggiare l'intraprendenza della regina ndongo Njinga Mbandi, con cui parzialmente nel 1624 e definitivamente nel 1639, furono firmati trattati di pace e cooperazione. Un altro problema che la colonia portoghese dovette presto affrontare fu il tentativo di penetrazione effettuato dagli olandesi della Compagnia delle Indie Occidentali. Tuttavia nella seconda metà del secolo i portoghesi, guidati dal condottiero Salvador Correia de Sa, riuscirono a scongiurare il pericolo.

L'organizzazione moderna della colonia

Il XVIII e il XIX secolo coincisero con una più precisa organizzazione amministrativa e giuridica della colonia. Se continuarono sovente conflitti interni tra gli esponenti delle varie tribù, è anche vero che iniziò a delinearsi una più chiara struttura socio-politica del paese, con una sempre più marcata suddivisione dei compiti amministrativi e militari. L'attività economica più prospera rimase il commercio degli schiavi (pur abolito nel 1830), che si protrasse fino a tutto l'Ottocento, finché l'ormai consolidata rivoluzione industriale, permise alle potenze più avanzate di fare a meno di questa forza lavoro. I portoghesi aspirarono nella seconda metà dell'Ottocento a riunire i loro dominii di Angola e Mozambico, ma l'azione di Cecil Rhodes impedì questo sogno coloniale. Il dominio portoghese nel XX secolo fu caratterizzato da grandi iniziative economiche e infrastrutturali, tra cui la costruzione di imponenti ferrovie. Furono altresì sviluppate estese piantagioni molto produttive, che contribuirono all'affermazione del Portogallo come potenza di un certo peso mondiale.

Verso l'indipendenza

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: guerra coloniale portoghese e guerra d'indipendenza dell'Angola.

Dopo la seconda guerra mondiale, il Portogallo, governato sin dagli anni trenta da Antonio de Oliveira Salazar, si oppose strenuamente al concetto di decolonizzazione. Secondo il pensiero politico di Salazar infatti, la decolonizzazione avrebbe creato semplici avamposti economico-politici per le potenze uscite vincitrici dalla seconda guerra mondiale: gli Stati Uniti attraverso le multinazionali economiche, l'URSS attraverso le multinazionali politiche. Un graduale e costante processo di evoluzione politica con una partecipazione attiva delle popolazioni nere al sistema coloniale avrebbe invece permesso il vero sviluppo socio-economico dell'Africa[5]. Tuttavia apparve sempre più oneroso il mantenimento delle colonie e verso la fine degli anni cinquanta nacquero altresì vari movimenti indipendentisti più o meno collegati ad analoghi movimenti esteri, finanziati dalle due superpotenze. In particolare due movimenti si fecero strada: il Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola (MPLA), fondato nel 1956 e appoggiato dall'URSS, che addirittura organizzò scuole e università a Mosca per formare i capi; l'Unione Nazionale per l'Indipendenza Totale dell'Angola (UNITA), guidata da Jonas Savimbi, sostenuto inizialmente dalla Cina, si avvicinò in seguito agli Stati Uniti. Il Fronte di Liberazione Nazionale dell'Angola (FNLA) guidato da Holden Roberto, inizialmente consistente, perse via via di importanza. La lotta armata tra le varie fazioni e il governo portoghese divenne infuocata negli anni settanta. Nel 1974, in seguito alla Rivoluzione dei Garofani in Portogallo, cessarono le ostilità e venne instaurato un governo di coalizione fra i movimenti indipendentisti, che ebbe però breve durata. L'11 novembre 1975 il Portogallo riconobbe l'indipendenza del paese; il MPLA proclamò la Repubblica Popolare dell'Angola, mentre il FNLA e l'UNITA proclamarono nelle zone da loro controllate una repubblica separata con capitale Huambo. Il MPLA prevalse sugli altri due movimenti e nel febbraio 1976 le sue truppe conquistarono Huambo.

La guerra civile

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: guerra civile in Angola.

Agostinho Neto, capo dell'MPLA, divenne il primo presidente (1975) del paese e tale rimase fino alla morte (1979), allorché gli successe José Eduardo dos Santos. Dal luglio 1975 il paese fu afflitto da una lunga guerra civile nella quale erano in campo non solo contrasti etnici e interni ma forze straniere interessate alle risorse (petrolio e diamanti in particolare) dell'Angola e alla sua posizione strategica.

L'MPLA, movimento marxista-leninista che organizzò un sistema politico monopartitica, appoggiato da Cuba e dall'Unione Sovietica, e l'UNITA, sostenuta da Stati Uniti e Sudafrica, ingaggiarono una lotta senza esclusione di colpi. Il conflitto, iniziato nel novembre del 1975 con l'invasione dell'Angola da parte del Sudafrica dell'apartheid, vide l'intervento di migliaia di soldati cubani Operaciòn Carlota e si protrasse per anni, decimando la popolazione inerme. Si giunse infine alla firma di un accordo di pace, voluto dalle potenze straniere dopo la sconfitta del Sudafrica a Cuito Canavale e i cambiamenti nello scenario internazionale, siglato nel dicembre del 1988 a New York. Nel 1991 furono firmati gli accordi di Bicesse e le truppe straniere si ritirarono[6]. Nel 1992 si tennero le elezioni presidenziali multipartitiche, che videro la vittoria del MPLA. José Eduardo dos Santos, che come detto era successo a Neto nel 1979 alla guida assoluta del paese e del partito, fu confermato nella carica. A differenza del FNLA, l'UNITA, guidata da Jonas Savimbi, non accettò l'esito elettorale e il paese entrò in una nuova fase di guerra civile. Il 20 novembre 1994 a Lusaka, in Zambia, nel contesto del cosiddetto protocollo Lusaka venne stipulato un nuovo accordo di pace che prevedeva la reintegrazione dei ribelli nel governo nazionale e nelle forze armate. Nell'aprile 1997 venne creato un governo di unità nazionale dal quale l'UNITA venne però espulsa l'anno seguente in seguito alla ripresa delle azioni di guerriglia.

Storia recente e attualità politica

Cessando la guerra fredda e crollando l'Unione Sovietica, il presidente Dos Santos, al potere dal 1979, aveva nel frattempo ribaltato completamente la propria politica. Se in politica interna rimodernò le istituzioni, depurandole dal passato marxismo, in politica estera instaurò una solida alleanza con Stati Uniti, Gran Bretagna e Portogallo. In particolare sono da segnalare le prese di posizione costantemente favorevoli alle guerre intraprese dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq. L'UNITA si trovò spiazzata da questo nuovo atteggiamento e si ridusse così a un gruppo paramilitare allo sbando. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite votò sanzioni contro l'UNITA stessa (28 agosto 1997) e nel 1999 le unità militari angolane sferrarono un duro colpo ai ribelli riprendendo il controllo delle principali città delle zone controllate dall'UNITA. Savimbi dichiarò allora un'ennesima lotta di guerriglia che dilaniò il paese provocando un milione e mezzo di morti e centinaia di migliaia di senzatetto. Le ostilità proseguirono fino alla morte di Savimbi (primavera 2002), allorché i ribelli deposero le armi dopo la garanzia di un'amnistia generale e dell'integrazione nelle forze armate ufficiali. Gli anni ininterrotti di guerra civile rendono più difficoltoso il percorso di sviluppo del paese; tra le varie difficoltà, è da citare quella delle migliaia di persone che hanno abbandonato i loro villaggi a causa dei conflitti. Recentemente, Dos Santos ha puntato su un legame sempre più stretto con la vecchia madrepatria portoghese, suggellato dal sontuosissimo matrimonio celebrato nel 2004 a Luanda tra una figlia di Dos Santos, Tchizé, e il magnate portoghese Hugo Pego. L'Angola è membro dell'ONU, dell'Unione Africana, della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (CPLP), della Southern African Development Community (SADC) e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio; è inoltre associata all'Unione europea. L'8 novembre 2008 l'Angola si schiera a fianco delle truppe della Repubblica Democratica del Congo nei pressi di Goma, per far tornare la stabilità nell'Africa centrale, dilaniata dal Conflitto del Kivu.

Geografia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Angola.

Con un'area di 1.246.700 km², l'Angola è il ventitreesimo paese più esteso del mondo. È vasto approssimativamente come il Mali e circa quattro volte più esteso dell'Italia. Il paese possiede 1600 km di costa atlantica. La capitale, Luanda, sorge sulla costa nella parte nord occidentale del paese.

Morfologia

Monte Moco, il più alto d'Angola

Il territorio angolano è caratterizzato da una fascia di altopiani, il più vasto dei quali è quello di Bié, che lo attraversa da nord a sud. L'altitudine media è compresa fra i 700 e i 1000 m s.l.m.; sul lato occidentale l'altopiano è delimitato da una dorsale montuosa che raggiunge l'altitudine massima con il Morro de Moco (2620 m). In direzione della costa la scarpata è brusca e digrada rapidamente verso la stretta fascia delle pianure costiere, larga dai 50 ai 100 km.

Sul lato orientale, verso l'interno del continente, gli altopiani digradano dolcemente verso il bacino dello Zambesi. Il territorio è caratterizzato da vaste savane, dove si concentra gran parte della popolazione data la ricchezza di terreni fertili e le buone condizioni climatiche. Nella parte sudorientale vi è un'area arida in direzione del deserto del Kalahari; fanno eccezione le vallate dei fiumi Cuando, Cunene e Cubango sulle rive dei quali vi sono terreni coltivabili o sfruttabili per l'allevamento. E la parte settentrionale è coperta di una liscia parte pianeggiante con altopiani a 35,8 metri. Altre montagne importanti sono la Serra da neve (2490 m) e la Serra chilengue.

Idrografia

I fiumi principali sono il M'Bridge e il Kwanza, che si gettano nell'Oceano Atlantico; il Cuango e il Cassai, che tributano a nord al fiume Congo.

Clima

Grazie all'altitudine, il clima è tutto sommato temperato. Le temperature medie si aggirano sulla costa intorno a 16 °C in inverno e a 21 °C in estate. La piovosità non è ingente, ma ben distribuita (374 mm annui per 31 giorni nella zona di Luanda).

Popolazione

Demografia

La popolazione mantiene un tasso di crescita abbastanza elevato, anche grazie alla lotta all'AIDS, non più così diffuso come in altri stati africani. La popolazione angolana è quasi sestuplicata nell'ultimo mezzo secolo passando dai 5 milioni scarsi del 1960 agli attuali 29 milioni (dati dell'United States Census Bureau). La speranza di vita rimane tuttavia ancora molto bassa per via di guerre intestine al Paese e, ancora oggi, gran parte della popolazione è analfabeta.

Etnie

Le principali etnie sono: Gruppi neri Bantu: 98%, Mulatti: 1,5% Gruppi bianchi (perlopiù di origine portoghese): 0,5%

Lingue

Il portoghese è la lingua ufficiale dell'Angola. Esistono però alcune lingue nazionali parlate nel Paese.

La lingua nazionale con più parlanti è l'umbundu, parlata dagli ovimbundu nella regione del centro-sud. È lingua materna di circa un terzo degli angolani.

Il kimbundu è la seconda lingua nazionale più parlata, circa dalla quarta parte della popolazione, gli ambundu, che vivono nel centro nord. È una lingua di grande rilevanza essendo la lingua antica della capitale e dell'antico Regno di Ndongo. Ci sono state molte interferenze lessicali con il portoghese.

Il kikongo, parlato al nord, ha diversi dialetti. Era la lingua dell'antico Regno di Kongo e dopo la migrazione postcoloniale al Sud, oggi, ha dei parlanti anche a Luanda. In questa regione, in provincia di Cabinda, si parla anche il fiote e l'ibinda. Il chocué è la lingua dell'Est per eccellenza. Al Sud si parlano anche altre lingue del gruppo khoisan, parlate da piccoli gruppi.

Il portoghese, che è la lingua ufficiale, è la lingua materna solo del 30% della popolazione.

Religioni

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Angola.

Il governo riconosce come religioni del paese il Cattolicesimo e l'Animismo. In Angola esistono invece tantissime religioni organizzate in chiese o forme analoghe. Dati certi relativi al numero di fedeli non esistono, ma la maggior parte della popolazione angolana è di religione cattolica (almeno la metà), o cristiana. Ci sono infatti anche protestanti, battisti, metodisti e calvinisti. Altra importante percentuale è rappresentata dall'Animismo, professato dal 30%. È significativa anche la presenza di persone che non professano alcuna religione (atei), il fenomeno è dovuto anche all'influenza del Marxismo-Leninismo professato nella prima fase postcoloniale. I praticanti di religioni africane sono una minoranza. Solo l'1-2% della popolazione professa l'Islam, in particolare di ala sunnita. Durante la guerra civile, molte persone si sono avvicinate ad un credo religioso o hanno rafforzato la loro fede. Sono presenti anche numerose sette di matrice brasiliana, che però sono illegali e vengono quindi perseguite dallo Stato.

Ordinamento dello stato

Suddivisione amministrativa

L'Angola è suddivisa in 18 province (Províncias), suddivise a loro volta in 173 municipalità (Municípios) e 618 comuni (Comunas).

Elenco delle province:

  1. Bengo
  2. Benguela
  3. Bié
  4. Cabinda
  5. Cuando Cubango
  6. Cuanza Norte
  7. Cuanza Sul
  8. Cunene
  9. Huambo
  10. Huíla
  11. Luanda
  12. Lunda Norte
  13. Lunda Sul
  14. Malanje
  15. Moxico
  16. Namibe
  17. Uíge
  18. Zaire
Angola Provinces numbered 300px.png

Istituzioni

Il potere esecutivo e legislativo spettano al presidente, che, di fatto, è il capo del partito MPLA. Il parlamento, che coadiuva il presidente nell'esercizio del potere legislativo, è unicamerale e conta 220 membri elettivi. I codici civili e commerciali sono stati modificati negli anni novanta, sancendo il totale abbandono dell'originaria impostazione di origine marxista. È stato sancito il principio della proprietà privata, dei beni e delle terre e il diritto di impresa; le consuetudini locali sono state fortemente incentivate.

Economia

Il principale partner economico è la Cina, che ha concluso accordi con l'Angola per lo sfruttamento delle sue risorse energetiche, inviando operai in grandi quantità; in cambio, l'Angola ha beneficiato della costruzione di infrastrutture (ad esempio, gli stadi della Coppa d'Africa di calcio) e ricevuto ingenti quantità di denaro che hanno determinato il più alto tasso di crescita fra i paesi africani degli ultimi anni. Inoltre la Cina ha intenzione di costruire una ferrovia transcontinentale che collegherà i giacimenti angolani con le coste africane dell'Oceano Indiano. Significativa è la trasformazione urbanistica della capitale Luanda. Nel 2009 sono stati creati in Angola 330 000 nuovi posti di lavoro. La povertà in Angola è scesa dal 63% del 2002 al 38% del 2009.

Settore primario

Anche a causa della lunga guerra civile, meno del 3% delle terre potenzialmente arabili sono attualmente coltivate. A parte le poco produttive colture di sussistenza, esistono alcune piantagioni fiorenti di caffè, che recentemente sono state vendute a privati, tornando ad essere produttive dopo lunghi periodi di abbandono.
Da segnalare anche la pesca, che frutta annualmente circa 250.000 t di pescato.
L'Industria mineraria dell'Angola è invece di grande potenziale economico.

Settore terziario

I principali rapporti economici si hanno con Cina, Sudafrica, Portogallo, Stati Uniti d'America e, recentemente, Brasile.

Compagnie aeree

La compagnia di bandiera è la TAAG Angola Airlines con sede a Luanda. La flotta conta 13 aeromobili. Le rotte servite sono sia nazionali che internazionali. La società è 100% a capitale pubblico.

Una compagnia commerciale operativa nel settore del trasporto merci è la Aero Tropical, anch'essa con base a Luanda.

Ambiente

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Aree naturali protette in Angola.

L'ambiente è ricco di flora e fauna tipiche dell'Africa centrale. Fino ad oggi non è stato valorizzato a dovere, ma potrà costituire sicuramente una risorsa di grande interesse.

Arte

Da segnalare soprattutto la letteratura, che annovera numerosi valenti scrittori. Da non dimenticare altresì la produzione ebanistica e di utensileria, nonché la pittura.

Sport

Calcio

L'8 ottobre del 2005 la nazionale di calcio dell'Angola si è qualificata ai Campionati mondiali di calcio di Germania 2006. Per la nazionale angolana è stata la prima partecipazione ad un campionato mondiale.
La massima serie del calcio angolano è la Girabola. Nel gennaio del 2010 l'Angola ha ospitato la Coppa delle Nazioni Africane 2010, che nell'occasione ha visto il trionfo dell'Egitto.

Pallacanestro

La nazionale di pallacanestro dell'Angola è una delle migliori rappresentative africane: dall'edizione di Barcellona 1992 è una presenza fissa alle olimpiadi, ha partecipato a cinque edizioni dei mondiali e ha vinto otto delle ultime nove edizioni dei campionati africani maschili di pallacanestro, compresa l'ultima giocata in casa nel 2007.

Tradizioni

Le tradizioni risultano dalla felice fusione, avvenuta sin dal Cinquecento, dei costumi portoghesi con quelli dei locali regni, specialmente del regno ndongo. Ne è risultato quello che oggi è noto come costume afroportoghese.

Note

  1. ^ (EN) Population growth rate, su CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011, data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Dicionário Etimológico da Língua Portuguesa. Lisboa, Livros. Horizontes, 1977
  5. ^ Le Salazarisme, Jaques Georgel, Cujas, Sant-Amand-Montron, 1982
  6. ^ Un dettagliato resoconto sui retroscena del coinvolgimento cubano e sovietico dell'Angola nel contesto della guerra fredda si può leggere nell'articolo di Piero Gleijeses, Havana’s Policy in Africa, 1959-76: New Evidence from Cuban Archives (PDF), wilsoncenter.org, 1996. URL consultato il 12 ottobre 2012. (testo in inglese).

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Collegamenti esterni

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