IT: Il futuro e’ in Africa, l’Africa ha bisogno di innovazione, non donazioni

IT: Il futuro e’ in Africa, l’Africa ha bisogno di innovazione, non donazioni

Immaginate di trovarvi in un mercato dove gli utenti di internet mobile ad alta velocità’ sono più di quelli che hanno accesso alla corrente elettrica. Dove gli agricoltori con uno smartphone da 50 $ utilizzano WhatsApp per confermare i prezzi della manioca e altri prodotti con i loro colleghi e il traffico dati, a un dollaro per  gigabyte, viene usato per diffondere video virali di donne che cantano Michael Jackson in tutti i villaggi.

Immaginate come i migliori imprenditori del mondo sarebbero in grado di creare servizi che non esistono oggi. Questo mondo luogo oggi esiste e si chiama Africa sub-sahariana.

Qualcosa di magico sta accadendo nei paesi più poveri del mondo. Con i prezzi degli smartphone in continua discesa, con internet sempre più accessibile e veloce e con servizi di sempre più facile utilizzo, la tecnologia è decollata in Africa.

D’altra parte, al di fuori di qualche sogno di droni e mongolfiere, il settore tecnologico non ha realmente guardato all’Africa come area di grande opportunità. l’Africa rimane come un luogo per fare delle donazioni, non un luogo per fare soldi.

Sbagliato, l’Africa è la regione con la più rapida crescita economica e demografica del mondo. Uno studio dell’UNICEF prevede che africa sub-sahariana avrà un boom demografico, dagli attuali 900 milioni di persone a 2,4 miliardi entro il 2050, e entro il 20100 il 50% dei bambini del mondo si troverà in Africa.

Se si associa questo ad un tasso di crescita di appena il 2 per cento negli Stati Uniti,e l’Europa che puo’ solo sognare una tale cifra e una Cina che ha già raggiunto il picco di forza lavoro e demografico, c’e’ davvero da domandarsi dove risiede il futuro del mondo? Come riporta l’Unicef, “Il futuro dell’umanità è sempre più africano.”

Perché non spuntano progetti innovativi per approfittare di questa opportunità? La risposta è che ci sono già i semi nel terreno. Forum come East Africa PIVOT mostrano i semi di una cultura di start up che qualunque veterano della Silicon Valley immediatamente riconoscerebbe.

Tuttavia, i semi non sono sufficienti. Il problema maggiore è che non c’è ancora la massa critica per avere il giusto mix di sognatori, imprenditori, fondi e sostegno che consentono ad imprese innovative di crescere e rivoluzionare l’Africa.

WhatsApp e Facebook dimostrano che la rivoluzione è possibile. Ma quasi ogni singolo prodotto che le aziende tecnologiche occidentali lanciano per il mondo in via di sviluppo sono sviluppati in incubatori americani o europei – da sviluppatori che non hanno mai sentito parlare di un boda boda, utilizzato internet in assenza di energia elettrica o ha avuto un case study che include la user-experience di un contadino analfabeta.

Il più grande divario è fra imprenditori e innovatori. fintanto che i  migliori e più brillanti non decideranno di restare in africa, invece di ignorarla o fuggire, ci saranno pochi progressi nella creazione di un ecosistema di tecnologia che affronta in modo innovativo le opportunità e le sfide del continente del mondo – perché nessuno le capisce.

È possibile risolvere solo i problemi che si capisce. Se guardate fuori dalla finestra e vedete San Jose, potrete risolvere i problemi per la gente di San Jose. Se guardate fuori dalla finestra e vedete Kigali, potrete risolvere i problemi per gli abitanti di Kigali.

Allora, perché questo è un invito all’azione? Sei un sognatore? Sei un costruttore? Non costruire la prossima WhatsApp in America, vieni in Africa.

Se si cerca i soldi, sarà li che i pionieri troveranno il loro successo. Se si vuole avere un impatto positivo, le persone qui sono le più povere del mondo, e possono trarre i maggiori benefici da prodotti innovativi. Se si vuole costruire qualcosa di bello, sarà disegnato su una tela bianca, costruito in un campo verde senza compromessi e limiti a cui pensare.

Le sfide sono enormi, proprio come lo erano per gli antenati americani che hanno deciso di lasciare un’Europa atrofizzata nella speranza di un futuro migliore. L’accesso al capitale (o la sua assenza), infrastrutture scadenti, la corruzione dilagante e la burocrazia prepotente tutti gli elementi che dovrebbero intimidire qualsiasi imprenditore.

Tuttavia, posti come Kigali, con il suo forte stato di diritto, la facilità di fare business e ICT può essere un laboratorio in cui le start-up possono testare e lanciare le loro soluzioni per replicarle su mercati più vasti.

Ricerchiamo un futuro africano. Questo può essere un futuro pieno di opportunità, in paesi ad elevata disoccupazione, per dare alla gente le opportunità che in occidente diamo per scontate. Tuttavia, è anche in grado di fornire opportunità, un luogo in cui le idee innovative, di grande impatto, possono avere un grande successo, su grandi mercati. La scelta richiede azione e l’Africa ha bisogno di pionieri tecnologici.

Fonte: The Future Is African

About author

Cristiano Volpi
Cristiano Volpi 300 posts

Appassionato di economia, politica e geopolitica, ho deciso di creare questo sito per mostrare una diversa faccia dell'africa, un continente pieno di opportunità di business e di investimento, un continente in continuo cambiamento.

View all posts by this author →

You might also like

Africa Centrale

Moratti, Sace e Fondazione E4Impact: Investire Nelle Filiere Agro-Industriali In Africa

Nel nuovo contesto di sviluppo degli interscambi tra Italia e Paesi africani, favorito dalle recenti missioni governative nel continente africano, si è tenuto a Lodi un incontro per verificare come

Rwanda

Africa, le economia che cresceranno di più nel 2016

Con un tasso di crescita previsto all’8,5 per cento per il 2016, la Costa d’Avorio sarà l’economia Africana con la più rapida crescita, secondo l’ultimo World Economic Outlook pubblicato dal  Fondo

Rwanda

Engine Enel, entrano nel solare off grid in Africa

Engie SA sta cercando di diventare un player nel settore dell’energia solare off-grid, essendo delle prime grandi utilities ad entrare direttamente in questa nicchia di mercato. “Potrebbe essere una parte considerevole del mercato,” Bruno