Sudan, Uganda: La fine di una rivalità

Sudan, Uganda: La fine di una rivalità

Il presidente dell’Uganda in visita a Krtoum

Sommario

Uganda e Sudan stanno rinnovando i loro sforzi per ripristinare le relazioni dopo anni di tensione. Il presidente ugandese Yoweri Museveni è recato a Khartoum per una visita ufficiale il 15 e 16 settembre e ha incontrato il suo omologo sudanese, Omar al Bashir. La visita di Museveni in Sudan è stata la prima dal 2006, quando ha visitato Juba. (La città faceva parte del Sudan, ma ora è la capitale del Sud Sudan.) Il viaggio di Museveni è l’ultimo passo non solo verso il miglioramento dei rapporti reciproci, ma rappresenta anche per il Sudan un miglioramento delle sue relazioni con l’Occidente.

Questa recente attività è più probabile che porterà suoi frutti rispetto a quelli del passato. Le condizioni sono cambiate in entrambi i paesi. Lo questione dello stato del Sud Sudan come stato indipendente è ormai in gran parte risolta, il che significa che l’Uganda non sta più indirettamente combattendo contro il Sudan per mezzo di una guerra per procura attraverso i ribelli sud sudanesi. Invece, il Sud Sudan è diventato un fattore positivo fungendo da cuscinetto tra il Sudan e l’Uganda. Il cambiamento coincide con un periodo di stabilità interna relativa a Kampala e Khartoum dopo anni di instabilità. L’allineamento delle circostanze potrebbe portare a rapporti normali tra Kampala e Khartoum.

Analisi

Storicamente, i rapporti tra Uganda e Sudan sono stati irti di difficoltà, con entrambi i paesi che hanno appoggiano fazioni in guerra in Sud Sudan, muovendosi una guerra per procura. Dalla fine degli anni 80 fino a metà degli anni 2000, sia Museveni che al Bashir stavano tentando di consolidare il loro dominio interno, e la guerra per procura rifletteva la situazione interna di ciascun paese. Museveni ha ormai ampiamente raggiunto il suo obiettivo contro i ribelli nel nord dell’Uganda, mentre il governo di al Bashir ha riconosciuto il Sud Sudan come un paese.

L’indipendenza del Sud Sudan è un problema costante, e il nuovo paese è diventato un cuscinetto tra il Sudan e l’Uganda. Museveni e al Bashir non devono più lottare per la legittimità nei rispettivi paesi. In queste circostanze, gli interessi di Kampala e Khartoum si stanno allineando, in particolare sulla questione del mantenimento della pace in Sud Sudan. Ciò significa che la tendenza verso rapporti più positivi è destinato a proseguire e non fallirà come hanno fatto i precedenti tentativi di ricucire i legami.

Le origini della divisione

Sudan e Uganda emergono dal periodo coloniale con profonde divisioni interne. Il Sudan, per esempio, era decisamente diviso tra il nord del Sudan, per lo più di origine araba e il sud del Sudan, di origine per lo più africana. L’Uganda, d’altra parte, potrebbe essere il paese più etnicamente diversificata al mondo, e molti dei suoi gruppi etnici, come i Banyarwanda, si estendono oltre i suoi confini geografici, nei paesi limitrofi.

Come risultato di queste divisioni post-coloniali, i primi tre o quattro decenni di indipendenza in entrambi i paesi sono stati caratterizzati da violenze, guerre civili e colpi di stato. Tra il 1958 e il 1989, i due paesi hanno fino a 10 colpi di stato. Sia Museveni che al Bashir sono saliti al potere con la forza, e la loro prima priorità era quella consolidare il controllo.

Uganda: Da Idi Amin a Yoweri Museveni

Per la maggior parte del 1970, il presidente Idi Amin Dada ha guidato l’Uganda, dopo aver preso il potere con un colpo di stato militare che rovescio il governo di  Milton Obote. Amin epuró l’esercito dai sostenitori di Obote, facenti parte principalmente dai gruppi etnici del nord Acholi e Lango, e eliminó il dissenso politico. Molti di questi dissidenti, tra cui Obote, finirono in Tanzania. Alla fine, dopo aver accusato la Tanzania di sostegno per l’opposizione, Amin ha condotto una campagna militare sfortunata in Tanzania nordoccidentale. In risposta, il governo tanzaniano ha aiutato gli esuli ugandesi in Tanzania ad organizzare un rovesciamento di Amin.

Anche se il presidente della Tanzania Julius Nyerere fu in grado di mettere insieme una coalizione tra gli ugandesi in esilio, il nuovo governo Obote, come previsto, fu un governo fragile che ebbe vita breve. L’attuale presidente Yoweri Museveni usò usato l’appoggio della sua base etnica e tribale nel sud-ovest dell’Uganda per condurre una guerra di guerriglia contro Obote e il suo governo dominato dalle etnie Acholi e Lango. Le divisioni tra i gruppi Acholi e Lango emersero nel corso del tempo, e gli Acholi rovesciarono Obote (un Lango) nel 1985. Museveni e il suo Movimento di Resistenza Nazionale rapidamente presero il controllo della capitale nel gennaio 1986 e andò al  potere, costringendo i resti del precedente governo a fuggire nelle loro terre, nell’Uganda settentrionale.

A questo punto, Museveni sembra essere solo uno di una lunga lista di governanti ugandesi con una ristretta base di appoggio. Tuttavia, nel primo decennio del suo governo, Museveni si e’ concentrato sull’ampliamento del sostegno al di là del sud-ovest. Ha sposato un’ideologia populista e nazionalista che ha promesso di eliminare la povertà per gli ugandesi medi e ristabilire la legge e l’ordine, dopo anni di disastroso conflitto sotto i suoi predecessori.

Tuttavia, Museveni ha lottato per ottenere l’appoggio di Acholi e Lango, che hanno visto il rovesciamento di Obote come un attacco diretto ai loro interessi e un potenziale ritorno ai giorni di Amin. Questa animosità ha portato alla creazione di gruppi come il Lord’s Resistance Army volti a resistere Museveni. Altri dissidenti hanno preso le armi e formato gruppi come l’Allied Democratic Forces e il West Nile Bank Front.

Museveni e il suo esercito hanno riconosciuto che l’unico modo che lui – o chiunque altro – poteva governare l’Uganda era attraverso una  governo centralizzato forte e con l’uso deciso della forza. Così, le aree in cui l’opposizione è più forte – nord e nord-ovest dell’Uganda – sono stati aree di grande preoccupazione per Museveni.

Il Sudan diviso tra Nord e Sud

sudan-iSotto il dominio anglo-egiziano, il Sudan è stato diviso in due sistemi separati di governo con essenzialmente due amministrazioni. Nel nord arabo musulmano del Sudan, Londra ha sviluppato forti legami con Khartoum e ha contribuito a creare istituzioni che sarebbero in grado di governare la regione una volta concluso  il periodo coloniale . Londra aveva una visione diversa per il sud africano, e ha optato per una forma di governo attraverso i capi tribali piuttosto che attraverso una forte autorità centrale. Londra ha inoltre promosso la diffusione dei missionari cristiani in Sudan meridionale, ma li ha vietato dal nord al fine di evitare l’agitazione Khartoum. Gli Inglesi hanno anche limitato l’influenza Nor sudanese nel sud del paese, mettendo controlli all’immigrazione, richiedendo passaporti speciali o autorizzazioni per i nord sudanesi per entrare nel Sud Sudan. Questo ha creato un divario persistente fra il nord molto più ricco e il sud relativamente povero, ma ha anche dato al Sud Sudan un senso di autonomia – sentimento che non sarebbe stato facilmente dimenticare. Tuttavia, dopo la seconda guerra mondiale, il Regno Unito ha invertito la sua politica di divisione fra nord e sud Sudan, decidendo di mettere Khartum a capo di tutto il paese.

Una volta che il Sudan è diventato un paese indipendente nel 1956, una guerra civile e’ rapidamente scoppiata tra il governo di Khartoum e i ribelli del Sud Sudan. Fatta eccezione per una pausa tra il 1972 e il 1983, il conflitto non è finito fino alla firma del Comprehensive Peace Agreement del 2005. L’accordo ha portato al referendum del 2011 con la costituzione di un Sud Sudan indipendente.

 

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Era nel bel mezzo della guerra civile del Sudan che l’attuale presidente Omar al Bashir è salito al potere. I combattimenti tra il nord e il sud ripresero nel 1983, quando Khartoum ha cercato di contrastare il crescente potere politico del sud Sudan. Il Sudan People’s Liberation Movement (SPLM)  e il suo braccio militare, Sudan People’s Liberation Army (SPLA), diventò più potente e più organizzato nel sud. Khartoum cerco di contrastare i movimenti con la  diffusione dell’Islam e della Sharia nel sud. Ciò ha contribuito allo scontento a Khartoum, e alla fine i militari hanno rovesciato il governo prima di cedere il potere di nuovo ad un governo civile. Il governo fu presto rovesciato da un colpo di stato militare guidato da al Bashir. Sotto al Bashir, Khartoum ha vietato i partiti politici di opposizione e arrestato gli oppositori politici nel tentativo di consolidare il potere.

A quel punto, non aveva solo i ribelli del Sud Sudan, diventati una forza di resistenza politica e militare più organizzata, ma anche il petrolio era stato scoperto lungo il confine tra Sudan e Sud Sudan. Questo ha dato a entrambi i lati ancora più motivi per combattere sul territorio, e una volta che la produzione commerciale è iniziata a metà degli anni 1990 i pozzi di petrolio sono diventati una fonte primaria di reddito.

L’Intreccio fra Uganda e Sudan

L’SPLA e il crescente successo del SPLM nel sud del paese, significava che avrebbero potuto più facilmente sfidare al Bashir. Inoltre, il deterioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti e il Sudan – relazione che si ruppe del tutto a metà degli anni 1980 – ha fatto sì che la politica americana supporto il Sud Sudan.

Ideologicamente parlando, l’allora leader del SPLA John Garang proviene dallo stesso movimento pan-africano che crebbe nel 1960 in Tanzania, guidata da Julius Nyerere, come il  presidente ugandese Yoweri Museveni. A quel tempo, Museveni stava ancora cercando di consolidare la sua base di potere nel nord dell’Uganda tra i gruppi etnici che si estendevano oltre il confine con il Sudan. Sostenendo l’SPLA e il SPLM, Museveni sarebbe stato in grado di garantire che i movimenti del sud Sudan non avrebbero appoggiato i gruppi ribelli ugandesi, ma invece li avrebbero combattuti in nome dell’Uganda sul suolo sud sudanese.

Nel frattempo, al Bashir vide i gruppi ribelli ugandesi, come Lord’s Resistance Army come un modo potenziale per limitare la capacità dell’Uganda di sostenere il SPLM e SPLA. Inoltre, sostenendoli, voleva assicurarsi che poteva contare sul loro aiuto contro i ribelli del Sud Sudan. Al Bashir ha visto Lord’s Resistance Army come una procura utile per destabilizzare l’Uganda e cercare di porre fine al sostegno di Kampala al SPLA e al SPLM.

La strategia ha funzionato per tutto il 1990 e nei primi anni del 2000 sia per Khartoum e Kampala. Tuttavia, dalla metà degli anni 2000, l’Uganda aveva spinto con successo la maggior parte dei gruppi ribelli di opposizione oltre i suoi confini, spingendoli nel Sudan, nella Repubblica Centrafricana e nella Repubblica Democratica del Congo. Ora, nessuno dei gruppi ribelli ugandesi pone quella minaccia esistenziale al governo Ugandese come una volta, e Museveni ha raggiunto il suo obiettivo di consolidare il potere nel paese.

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Dopo aver consolidato la sua autorità, Museveni ora vuole incrementare lo status dell’Uganda nella comunità africana, attraverso il coinvolgimento pragmatico nei conflitti – attraverso l’intervento militare, come in Somalia, o attraverso la mediazione politica, come nella guerra civile sudanese e la guerra civile del Sud Sudan. Dopo la neutralizzazione della minaccia della resistenza armata al suo dominio, il governo Museveni va oltre oltre il suo sostegno al SPLA e al SPLM e si inserisce nel processo di mediazione, contribuendo a mediare l’accordo del 2005 di pace tra Khartoum e Juba. Da parte sua, Khartoum ha numerose ragioni per raggiungere un accordo con Juba. Le relazioni del Sudan con l’Occidente e la comunità araba hanno continuato a deteriorarsi dopo il 9/11, Khartoum è finito sotto una forte pressione economica. Erano finiti i tempi della guerra fredda, quando poteva contare su un sostegno significativo da parte dell’Unione Sovietica, e divenne chiaro a Khartoum che il raggiungimento di un accordo di pace con il Sud Sudan – che ha avuto un forte sostegno da parte degli Stati Uniti e l’Occidente nel suo complesso – era una necessità.

Al Bashir ha anche affrontato sfide interne, e come Museveni, ha in gran parte consolidato il suo potere politico, anche se ha avuto maggiori  difficoltà a spingere i gruppi ribelli fuori dal paese. Il controllo di Al Bashir è stato messo alla prova quando si è scontrato con Hasan al-Turabi, l’influente leader ideologico del partito di al Bashir e poi presidente dell’Assemblea. Questo disaccordo ha contribuito alla nascita del Movimento Justice and Equality e gruppi simili nella regione del Darfur. Ora che il Sudan è più omogeneo in termini di etnie e religioni, e più piccolo a causa della secessione del Sud Sudan, è più facile per al Bashir controllare l’apparato politico.

L’Uganda e il Sudan guardano avanti

Con il Sud Sudan che e; diventato un paese indipendente e i movimenti ribelli dell’Uganda in gran parte sconfitto, Khartoum e Kampala non hanno la spinta comune che una volta porto ad alienare le reciproche relazioni. Essi non hanno più confini comuni, e sulla questione Sud Sudan, hanno in gran parte ottenuto lo stesso risultato: contenente la ricaduta di violenza o di rifugiati del conflitto dal Sud Sudan. Khartoum preferirebbe una Juba debole, che non possa esercitare il controllo sui campi di petrolio e gas naturale o infrastrutture a cavallo del confine tra Sudan e Sud Sudan. Kampala vorrebbe una Juba  leggermente più forte, ma in questo momento di questo nessuno dei due governi è in grado di finanziare una guerra per procura.

Uganda può aiutare al Bashir mentre cerca di migliorare le relazioni con l’Occidente. Migliorare i legami con l’Unione africana è un passo avanti in questo processo, e Kampala potrebbe rappresentare uno strumento necessario. Per Khartoum una maggiore accettazione in Africa e Occidente è una questione di necessità, sopratutto considerato che le basi di appoggio di cui Khartoum ha tradizionalmente goduto in passato, in Iran e altrove, stanno rivedendo le loro posizioni verso il Sudan. Kampala ha anche la fiducia dell’opposizione di Khartoum – anche nel nord del Sudan – e si è offerta di mediare in caso di necessità dopo la Conferenza Nazionale Dialogo del Sudan in programma il prossimo 20 Ottobre.

Legami più stretti hanno precedenti storici. Il rapporto tra Khartoum e Kampala non è sempre stato ostile. Prima del 1980, le rimostranze di Khartoum sono stati in gran parte contenuti nel Sudan meridionale, e Kampala aveva sempre avuto a che fare solo con problemi internii interni. Una volta che gli interessi di Kampala in Sud Sudan sono diventati più chiari, Khartoum e Kampala si sono impegnati in una rivalità inevitabile nel Sud Sudan, ma le circostanze sono cambiate. Ora le due parti sembrano essere al lavoro su una normalizzazione delle relazioni e forse anche su una possibile cooperazione. Il sangue cattivo tra scorre fra Sudan e Uganda potrebbe essere essere un ostacolo ala piena ripresa delle relazioni tra al Bashir e Museveni, ma la visita ufficiale di Stato di Museveni è un passo importante verso una pacifica intesa.

Fonte: Stratfor

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