Africa: I prezzi del petrolio mettono a rischio i progetti petroliferi

Africa: I prezzi del petrolio mettono a rischio i progetti petroliferi

Quando lo scorso anno i prezzi del petrolio a livello mondiale hanno cominciato a scivolare verso il basso, alcune aziende hanno sperato che il cambiamento sarebbe solo temporaneo. Hanno sostenuto che gli stati produttori di petrolio del Golfo avrebbero frenato la produzione per far alzare i prezzi, mentre i produttori di scisto americani – responsabili di gran parte l’eccesso di offerta – sarebbero rapidamente usciti dal mercato. Eppure più di un anno dopo, i prezzi continuano a fluttuare intorno ai $ 50 al barile.

L’impatto sul settore del petrolio e del gas è stato drammatico. Uno studio pubblicato nel mese di giugno dalla società di consulenza Wood Mackenzie ha rilevato che le aziende hanno rinviato $ 200 miliardi di spesa in conto capitale, con effetti su  46 grandi progetti di petrolio e gas in tutto il mondo. Il report ha identificato due principali motivi. In primo luogo, le aziende stanno cercando di liberare capitale per sistemare i bilanci in un periodo di bassa redditività. In secondo luogo, ritardando le decisioni di investimento, più tempo può essere dedicato a migliorare la capacità produttiva e identificare altri modi per ridurre i costi. Il risultato è stato che più di 20 miliardi di barili di petrolio equivalente sono state rinviati in tutto il mondo, fino a quando le condizioni di investimento miglioreranno.

Molti di questi ritardi si trovano in Africa. Per una serie di ragioni, l’economia di progetti oil & gas in Africa sono tali da richiedere un prezzo del petrolio più elevato per andare in pareggio. Problemi comuni in molti paesi africani, tra cui la carenza di infrastrutture, problemi di sicurezza e requisiti normativi impegnativi possono tutti far aumentare i costi.

L’ultima ondata di interesse degli investitori nel continente ha avuto luogo nel decennio precedente al crollo dei prezzi del petrolio, e molte aziende hanno basato le loro valutazioni sul presupposto che i prezzi sarebbero stati di almeno $ 90 al barile. Le aziende sono ora costretti a capire come possono fare gli stessi progetti sui prezzi previsti di $ 60-70 al barile.

Progetti complessi a rischio

Questo ha avuto gravi conseguenze per la crescente quantità di attività off-shore che si svolgono lungo le coste dell’Africa. Dall’Angola al Senegal e dal Kenya al Mozambico, gli investitori si erano accaparrati licenze di esplorazione per petrolio e gas, nella speranza di fare scoperte rivoluzionarie come quelle che sono state trovate al largo dell’Africa orientale negli ultimi anni. Nei giacimenti petroliferi più consolidati, come in Nigeria e Angola, questo ha visto le società di esplorazione petrolifera spingersi più al largo alla ricerca di nuovi giacimenti. Wood Mackenzie stima che questo tipo di sviluppi tecnicamente complicati in acque profonde e ultra profonde costituiranno più della metà dei ritardi di investimento a causa del calo dei prezzi.

Un chiaro segnale e’ arrivato nel mese di novembre, quando Maersk Oil ha dichiarato che a causa dell’alto costo il progetto in acque profonde di Chissonga in Angola era in fase di revisione. Poco dopo, la società ha dichiarato che sarebbe stata costretta a chiudere alcuni dei suoi siti se i prezzi rimarranno a circa $ 60 al barile.

Obo Idornigie, un analista che ha lavorato al rapporto Wood Mackenzie, ha detto che questa dichiarazione di Maersk fornisce una lente nel settore off-shore in Africa sub-sahariana. Un certo numero di progetti offshore, in particolare in Nigeria e Angola, hanno subito ritardi, e le società ridispongono i piani di sviluppo per spingere per tariffe più’ basse da parte dei sub contrattasti.

Anche l’esplorazione in paesi senza sbocco sul mare possono incontrare difficoltà. Il costo di costruzione di gasdotti e strade per giacimenti petroliferi distanti migliaia di miglia dalla costa hanno messo in dubbio i più recenti progetti in Africa senza sbocco al mare. L’asta annunciata a Febbraio in Uganda per una licenza di esplorazione ha suscitato l’interesse di una sola delle tre aziende – Tullow Oil – che già operano nel paese. Il gruppo di Global Witness ha notato in una breve ricerca nel mese di agosto che i prezzi bassi e l’incertezza fiscale erano le cause di questo disinteresse.

I prezzi bassi non hanno, però impedito al presidente Yoweri Museveni dell’Uganda di concordare un nuovo oleodotto con il suo omologo keniano Uhuru Kenyatta il 10 agosto. Il gasdotto è stimato a $ 4 miliardi  trasporterà il greggio ugandese dal lago Albert al porto, sull’Oceano Indiano, di Lamu, attraverso i giacimenti  del Kenya nel bacino Lokichar.

Società di servizi sotto pressione

Tra le più grandi vittime della caduta dei prezzi del petrolio sono le società di servizi petroliferi, le aziende che forniscono le attrezzature e le competenze necessarie per fare esplorazione e produzione. Queste aziende hanno visto le loro entrate precipitare nel corso dell’anno passato in mezzo a una crescente pressione da parte degli operatori a monte per ridurre i costi. Secondo alcune stime, le trivelle per le acque ultra profonde, che costano centinaia di migliaia di dollari ogni giorno, sono diminuiti di un terzo dal mese di ottobre. Gli effetti su tali società sono state enormi. I leader del settore Schlumberger e Haliburton hanno ogni cancellato 9.000 posti di lavoro, mentre Baker Hughes ha tagliato 10.500 lavoratori.

Mentre questi tagli sono stati fatti a livello globale, presentano sfide particolari per le aziende in Africa. Molti paesi africani hanno imposto leggi severe e regolamenti che richiedono una certa percentuale della forza lavoro di un’azienda sia costituito da cittadini locali. L’obiettivo è quello di promuovere la partecipazione del paese ospitante nelle competenze di settore e nel trasferimento di forza lavoro locale. Ma le riduzioni di organico rendono spesso questi requisiti impraticabili.

In Angola, ad esempio, le aziende sono tenute ad avere una forza lavoro che sia almeno il 70% dell ‘Angola, un livello che poche aziende petrolifere rispettavano anche prima che la caduta dei prezzi. Ulteriori riduzioni di organico saranno una mossa controversa in un momento in cui il governo sta già soffrendo degli effetti della riduzione delle entrate petrolifere.

Razionalizzazione

Non è peró tutto negativo, Chris Bredenhann, che guida il team di petrolio e gas in Africa di PwC, sostiene il calo dei prezzi ha dato alle imprese la possibilità di fare un reset, e rielaborare strategie e piani per quando i prezzi alla fine cominceranno a riprendersi. In un sondaggio di operatori del settore provenienti da tutto il continente, dal titolo “From fragile to agile”, sostiene che coloro che sopravvivono alla crisi attuale emergeranno in maniera efficace quando i prezzi risaliranno.

Non tutte le iniziative di riduzione dei costi si baseranno su licenziamenti. Gli investimenti in tecnologie e infrastrutture serviranno anche per ottimizzare le operazioni e per aumentare la produzione.

La crisi dei prezzi e’ anche servita come un incentivo per i governi africani a pensare in che modo possono rendere il clima di per gli investimento più competitivo. Il calo dei prezzi ha fatto si che molti paesi africani stanno riesaminando la legislazione sull’oil &Gas in risposta alle richieste degli investitori per una maggiore chiarezza. I governi sono costretti a prendere in considerazione una legislazione che stabilisce i parametri e le garanzie chiare per gli investitori, indipendentemente dal contesto economico volatile.

Il Mozambico è un esempio. Nel mese di novembre il governo ha approvato una legge che stabilisce termini legali e fiscali per le aziende che vogliono investire in progetti di gas naturale liquefatto per miliardi di dollari.

La legge stabilisce disposizioni per garantire alle aziende per poter recuperare il loro investimento iniziale prima che il governo può cercare di aumentare i propri ricavi. Essa riflette inoltre che le fluttuazioni dei prezzi sono un aspetto naturale in investimenti petroliferi a lungo termine, fornendo un quadro giuridico che copre la durata di 30 anni delle concessioni di esplorazione e produzione, con possibilità di revisione dopo 10 e 20 anni dalla prima fornitura di gas. Il Fondo monetario internazionale è stato così colpito dalla normativa, che ha detto che sarebbe servita come un “punto di riferimento” per i futuri accordi in altri paesi.

Quando i prezzi ritorneranno a crescere nessuno può saperlo con certezza. La difesa da parte dell’Arabia Saudita della sua quota di mercato e la continua crescita di petrolio da scisto suggeriscono che un cambiamento sia improbabile e pochi si aspettano un ritorno a $ 130- $ 140 a barile a breve.

Tuttavia la maggior parte delle compagnie petrolifere e del gas in Africa prevedono una crescita graduale. Secondo l’indagine di PwC, il 90% degli operatori del settore nella regione si aspettano di vedere un graduale aumento dei prezzi nel corso dei prossimi tre anni, raggiungendo $ 80-90 entro il 2017. Altri analisti sono meno ottimisti e prevedere che i prezzi potranno raggiungere i $ 70 entro il 2018. Questo sarà sufficiente per alcuni dei progetti più conservatori, dice Bredenhann, ma le imprese potrebbe essere costrette a ripensare alcuni dei progetti tecnicamente più impegnativi per renderli redditizi.

Sorgente: Low prices cast doubt on African oil projects – African Business Magazine

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Cristiano Volpi
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