FOCAC: Cina e Africa, la luna di miele continua

FOCAC: Cina e Africa, la luna di miele continua

Se abbiamo imparato una cosa dall’ultimo Forum sulla cooperazione Cina Africa, tenutosi a Johannesburg in questo fine settimana, è che parlare di una partnership paritaria rimane un luogo comune confortante, qualcosa che esiste solo nei discorsi formali pronunciati dai leader di entrambi le parti. La verità é che vi era una superpotenza al Sandton Convention Centre circondata da 54 supplichevoli stati vassalli, verità che renderebbe la cosa meno accettabile politicamente.

L’immagine più sintomatica di ciò è stata l’esibizione che era stata allestita nel seminterrato, dove era in mostra la  potenza e la capacità industriale cinese e africana. Gli stand cinesi avevano la maggior parte del piano, e comprendevano 50 metri di replica di un treno ad alta velocità, modellini di vari aerei, schermi ad alta risoluzione, tablet e smartphone. Se si confronta con il piccolo stand dell’Angola, dove erano in mostra i suoi migliori per l’esportazione: piccoli cartoni di succo di frutta candita e alcuni pacchetti di biscotti. Quando si tratta di commercio, Cina e Africa non stanno nemmeno giocando lo stesso gioco.

Si pensi al flusso costante di leader africani che si facevano strada nello studio della CCTV per un’intervista, ignorando il resto delle altre televisioni africane, come se non esistessero. Molti di questi presidenti e primi ministri raramente, se non mai, parlano con i giornalisti in interviste faccia a faccia nel proprio paese, ma quasi tutti sono riusciti a trovare il tempo per le domande dalla televisione di stato cinese. Con la grande frustrazione della televisione di stato sudafricana quando il presidente cinese Xi Jinping non ha restituito il favore.

Tale comportamento si spiega e forse si giustifica dalla grandezza della carota che Xi ha fatto dondolare davanti ai leader africani. Chi non vorrebbe mostrare un po di deferenza in cambio di una fetta della torta da 60 miliardi di dollari che Xi ha annunciato nel suo discorso di apertura della conferenza di Venerdì? Chi non vorrebbe piegarsi a una nazione che sta per cancellare il debito dei paesi africani a basso reddito? Da lato positivo é che l’importo di 60 miliardi, che ha catturato la maggior parte dei titoli, è una vera e propria dichiarazione di intenti, sottolineando l’importanza del Africa nei piani strategici a lungo termine della Cina. C’e un grande potenziale in questo per i leader africani abbastanza saggi per riconoscerlo. Più la Cina ha bisogno dell’Arica, tanto più l’Africa è in grado di influenzare i termini degli accordi, ed eventualmente, renderli un pó più equi.

Dal lato negativo, né i 60 miliardi di dollari, né la remissione del debito sono abbastanza impressionanti come sono apparsi in un primo momento. La maggior parte di questa somma, verrà erogata come prestiti, piuttosto che come donazione, prestiti che creano o rafforzano una dipendenza finanziaria tra la Cina e i singoli paesi africani, mentre la cancellazione del debito si riferisce solo a una categoria speciale (e relativamente piccola) di prestiti a tasso zero, come Deborah Brautigam spiega.

Non sono noti, al momento i dettagli di questi impegni finanziari, che non è una novità in questo tipo di forum. Precedenti Forum Cina-Africa hanno prodotto risultati simili, come accaduto in dichiarazioni di impegno di altre superpotenze verso l’Africa. Se guardiamo al vertice India-Africa a Nuova Delhi del mese scorso, dove il primo ministro indiano Narendra Modi ha promesso $ 10 miliardi di credito per costruire una “partnership di prosperità» con l’Africa. Oppure il vertice Usa-Africa a Washington DC nel 2014, in cui Barack Obama ha presentato un pacchetto di offerte di investimento, prestiti e accordi di cooperazione e sicurezza del valore di 37 miliardi di dollari. Tutti erano vaghi sui dettagli, ma fermi nel dichiarare roboanti importi che hanno catturato i titoli di testa.

I vertici indiano e americano sono importanti da ricordare perché contraddicono la narrazione diffusa che c’è qualcosa di diverso, qualcosa di eccezionale nell’impegno della Cina verso l’Africa. In realtà, la Cina sta facendo quello che tutti gli altri stanno cercando di fare, solo che la Cina lo sta facendo a condizioni più attraenti. Il punto chiave della differenza di approccio è stata ribadita dal presidente Xi Venerdì.

“Dobbiamo rispettare reciprocamente il proprio percorso di sviluppo e non imporre la propria volontà altro. Sulle questioni che coinvolgono interessi fondamentali e le principali preoccupazioni di entrambe le parti, dobbiamo mostrare comprensione reciproca, sostenendoci a vicenda e insieme promuovere l’equità e la giustizia. La Cina è fermamente convinta che l’Africa appartiene al popolo africano e che gli affari africani dovrebbero essere decisi dal popolo africano “, ha detto.

In altre parole: la Cina non interferisce con la politica interna degli stati. Non ci saranno richieste di democrazia, responsabilità e diritti umani. No strings attached. Questo è il vantaggio competitivo della Cina, almeno dal punto di vista dei leader africani che sono stanchi di persone che vanno dicendo loro che cosa devono fare. Questo sentimento è comprensibile, a volte esso deriva da un interesse egoistico per proteggere il proprio potere di leader, a volte esso deriva dal fatto che l’ingerenza straniera in passato, anche se mossa da buone intenzioni, ha avuto conseguenze disastrose per lo sviluppo dell’Africa.

Nel contesto delle tanto studiate ( e tanto disprezzate) relazioni Sino-Africane,  questo vertice conferma i rapporti fra i paesi. Sappiamo tutti come funziona il rapporto, e il presidente Xi ha detto quello che tutti si stavano aspettando, un risultato accolto positivamente, senza eccezioni, dai leader africani presenti. Piaccia o no, la luna di miele fra Cina e Africa continua.

 

Sorgente: FOCAC: Business as usual as the China-Africa honeymoon continues | Daily Maverick

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Cristiano Volpi
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Appassionato di economia, politica e geopolitica, ho deciso di creare questo sito per mostrare una diversa faccia dell'africa, un continente pieno di opportunità di business e di investimento, un continente in continuo cambiamento.

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