La Germania guarda al modello Cina in Africa, un esempio da seguire

La Germania guarda al modello Cina in Africa, un esempio da seguire

In Sudafrica il presidente cinese ha annunciato 60 miliardi di dollari di nuovi investimenti in Africa nel corso dei prossimi tre anni nel quadro del FOCAC, il Forum sulla cooperazione Cina-Africa, forum lanciato nel 2000.

La parola chiave qui è “investimenti”. La maggior parte del denaro viene fornito in vari tipi di prestiti agevolati per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture. Una minoranza del denaro sotto forma di aiuti, tra cui un miliardo di renminbi ($ 156 milioni) in aiuti alimentari di emergenza.

Ci sono almeno due cose nell’approccio della Cina in Africa da cui la Germania e l’Europa potrebbe imparare. Il primo è concentrarsi sul fare affari, fare investimenti in progetti economici e commercialmente redditizi, invece di limitarsi a dare “aiuto allo sviluppo”, sotto forma di sovvenzioni. Questo rende l’impegno della Cina in Africa economicamente autosufficiente e in grado di generare una maggiore crescita e posti di lavoro per le industrie che crea,

Il secondo è che la Cina non ha remore a utilizzare i poteri dello Stato cinese per direzionare flussi di investimenti su larga scala. Pechino unisce la politica estera, l’assistenza allo sviluppo economico e gli interessi commerciali cinesi in maniera unitaria nel suo approccio di partenariato per l’Africa.

Il pragmatismo prevale sull’ideologia.

L’approccio del capitalismo di stato cinese potrebbe violare le dottrine di coloro i quali ritengono che lo Stato deve semplicemente impostare le leggi economiche e quindi consentire agli attori privati di investire nel mercato, senza “interferenze” da parte dei governi.

Ma la Cina è riuscita a sviluppare la propria economia in un modo che potremmo definire “eroico” nel corso degli ultimi 35 anni – non molto tempo fa, il suo livello di sviluppo non era molto diverso da dell’Africa. Questo non significa che la Cina debba essere un modello per il futuro dell’Africa.  L’Africa è etnicamente più frammentata della di quanto la Cina sia mai stata, ha diverse tradizioni. Ciò nonostante la Cina può portare elementi della sua recente esperienza per lo sviluppo delle sue collaborazioni in Africa.

I pragmatici riconoscono che di fronte a un’infrastruttura insufficiente e lo Stato di diritto è incerto, come in molte regioni dell’Africa, il patrocinio a lungo termine di uno stato potente è estremamente utile per sviluppare grandi progetti. Quando un peso massimo come la Cina si impegna in finanziamenti e co-sviluppo di grandi progetti, la sua influenza con i partner locali e’ in grado di compensare i deboli sistemi statali locali nel breve periodo, e aiutarli a rafforzarsi nel lungo periodo.

Zone economiche speciali

Uno degli aspetti positivi, davanti a un paesaggio geopolitico dalle tinte fosche, è solida relazione della Cina con l’Europa e l’Africa – e con la Germania in particolare. Il rapporto tra tedeschi e cinesi è caratterizzato da un mutuo rispetto reciproco, che riconosce l’altro come industrioso, determinato e capace.

Anche il rapporto commerciale tra la Cina e la Germania è forte – come è quello tra la Cina e l’Africa. Ma le relazioni commerciali tra la Germania e l’Africa non sono così forti come dovrebbero essere. C’è molto lavoro che dovrebbe essere fatto, ma richiede che la Germania intensifichi gli sforzi per promuovere gli investimenti in Africa, piuttosto che concentrarsi sugli aiuti allo sviluppo. Questo potrebbe essere fatto attraverso la promozione di “zone economiche speciali” co-gestite da agenzie tedesche e partner locali.

Le Zone economiche speciali sono state utilizzate  con grande efficacia all’interno della Cina stessa a partire dai primi anni ’80, come uno strumento chiave per il grande rinnovamento della struttura economica del paese sotto la guida di Deng Hsiao Ping. E ‘un approccio che la Cina ha iniziato ad utilizzare anche in Africa – fissando l’obiettivo di 50 zone economiche speciali, per lo più gestite da aziende private cinesi.

Le Zone economiche speciali sono gestite sulla base di contratti pluri-decennali da società private cinesi che hanno stipulato contratti con le agenzie del governo cinese, in collaborazione con i governi locali africani. Questo offre alle aziende cinesi che cercano di fare affari in Africa un quadro di governance e una cultura di business familiare e stabile, e la realizzazione di investimenti molto più facili. La Germania potrebbe e dovrebbe adottare un approccio simile, ed eventualmente svilupparlo ulteriormente.
Potrebbero Cina e Germania cooperare sullo sviluppo africano?

Potrebbe essere un esperimento interessante per la Germania, con il suo famoso amore per l’ordine e le regole e le sue ampie capacità tecniche, partecipare alla costituzione di alcune “zone economiche speciali” in joint venture con la Cina in Africa.

La Cina ha posto le basi per una presenza a lungo termine in Africa, e l’Africa, a sua volta, è destinata a diventare una grande presenza, a lungo termine, in Europa – demograficamente ed economicamente, dato che entro il 2050 la sua popolazione sarà cinque volte quella dell’Unione europea di oggi, rispetto ad oggi, che e’ solo due volte. Cina e Germania già vanno d’accordo. Ci sono buone ragioni per cui i responsabili delle politiche economiche ed estere tedesche potrebbero voler sedersi con le loro controparti cinesi, nonché con i partner africani e confrontarsi sul modo migliore per aiutare l’Africa a sviluppasi con successo nei prossimi anni e decenni.

Non c’è carenza di conferenze o seminari a Berlino per il futuro dell’Africa, o voci incoraggianti circa l’importanza di investire nel continente africano. Con flussi crescenti di profughi africani, i politici tedeschi hanno anche ripreso il mantra che “bisogna fare qualcosa” per affrontare le cause della migrazione dei rifugiati alla fonte, migliorando le condizioni nei paesi di origine.

Ma per ora si parla troppo “aiuti allo sviluppo” come un qualcosa di diverso e distinto dagli “investimenti in infrastrutture,” e il volume degli investimenti tedeschi o gli impegni dello stato rimangono piuttosto piccoli rispetto all’approccio della Cina.

E ‘il momento per la Germania di mettersi in gioco ed impegnarsi per lo sviluppo economico in Africa.

 

Sorgente: Opinion: China setting an example for others in Africa | Opinion | DW.COM | 07.12.2015

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Cristiano Volpi
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