Stimolare l’industrializzazione dell’Africa

Stimolare l’industrializzazione dell’Africa

Il Kenya è tra i pochi paesi del continente Africano che hanno cominciato a industrializzarsi. Anche lì, però, come in gran parte dell’Africa, la corruzione, l’amministrazione inefficiente, e una applicazione molto irregolare di leggi e regolamenti bloccano lo sviluppo del il Paese.

L’Africa ha urgente bisogno di maggiori investimenti in infrastrutture di ogni genere – sistemi affidabili ed efficienti per energia e acqua, cliniche mediche, istituti tecnici, ferrovie, strade, ponti, reti in fibra ottica, fabbriche di vario tipo, e molto di più – ma tali investimenti si materializzano lentamente in un ambiente in cui gli investitori devono affrontare tali rischi elevati, scarse infrastrutture e le inefficienze strutturali.

Prerequisiti per l’investimento tedesco

Dato l’enorme afflusso di rifugiati e immigrati clandestini che si e’ riversato in Germania nel 2015, soprattutto dal Medio Oriente e Afghanistan, ma anche dall’Africa, i politici tedeschi hanno iniziato a ripetere il luogo comune che “bisogna fare di più” per migliorare le condizioni del paesi di origine dei migranti, in modo che non sentiranno il bisogno di fuggire.

La Germania è un paese piccolo e piuttosto affollato con una limitata capacità di assorbire i nuovi arrivati. La migrazione verso la Germania non è e non può essere una soluzione per le centinaia di milioni di persone in tutto il mondo che vivono in circostanze difficili. Questo è chiaro. Ma che cosa può la Germania fare concretamente per migliorare le condizioni nei paesi di origine?

“Siamo in grado di supportare una vasta gamma di collaborazioni tecniche, scambio di studenti ed esperti ed investimenti aziendali Dovremmo concentrarci di più sulla cooperazione economica. Si otterrà molto di più che dall’aiuto allo sviluppo tradizionale”, secondo Robert Kappel, un ricercatore presso  l’istituto di ricerca affari GIGA di Amburgo.

Kappel sostiene un coordinamento di agenzie del governo tedesco, guidato dal ministero degli Esteri, per consentire la nascita di punti per l’industrializzazione in Africa, con il supporto tedesco. L’obiettivo, ha detto a DW, dovrebbe essere quello di rendere più attraente per le imprese tedesche ed europee, nonché per le società africane investire in zone industriali speciali che sono collegati a catene di approvvigionamento globali. In questo modo, le aziende africane potranno andare oltre la fornitura di materie prime e acquisire le competenze e le economie di scala, consentendo alle economie africane di guadagnare i proventi generati da esportazione ad alto valore aggiunto dei loro manufatti, nonché di approvvigionare i mercati interni.

Egli ritiene inoltre, che dovrebbe essere fatto uno sforzo mirato a migliorare e scalare le industrie di trasformazione agro-alimentare, per migliorare la sicurezza alimentare in Africa.

Concentrare gli investimenti nelle zone economiche speciali vicino a grandi città

Kappel avverte che non sarà fattibile una industrializzazione in ogni regione in Africa. Molti paesi sono troppo poveri di risorse umane, hanno una governance troppo arretrata, sono troppo lontano dai mercati, o afflitti da violenza e instabilità per rendere l’industrializzazione realizzabile nel prossimo futuro.

“Le aziende tedesche, con agenzia tedesca, nonché il sostegno del governo ospite dovrebbero concentrare i loro investimenti nelle zone industriali speciali nei maggiori paesi africani che  hanno già un certo grado di industrializzazione”, ha detto Kappel. Ad esempio il Kenya, il Sud Africa, l’Angola e la Tanzania sono alcuni dei paesi che offrono le condizioni sufficienti per un investimento. Anche la Nigeria,anche se il paese è a rischio di instabilità a causa dei conflitto interni e pesantemente afflitto da corruzione.

Kappel ha suggerito che le zone economiche appositamente designate debbano essere stabiliti in questi paesi, sotto una gestione professionale ed indipendente, in prossimità o all’interno di grandi centri urbani dove c’è un mercato di prossimità.

“Questi sono i luoghi in cui sarà possibile sviluppare e sostenere l’intera gamma di competenze tecniche e manageriali necessarie per l’industrializzazione, e vedere queste capacità che si irradiano al di fuori delle zone economiche, nelle aree circostanti”, ha detto.
Con l’assistenza tecnica ed amministrativa della Germania, i fattori chiave come le infrastrutture, la autorità locali, e lo sviluppo delle capacità tecniche in queste zone speciali potrebbero essere elevate agli standard internazionali, Kappel detto, aggiungendo che saranno probabilmente necessari condizioni speciali come incentivi fiscali speciali per convincere le imprese a investire.

Gli approcci attuali non funzionano

Molti, tra cui alcuni economisti africani, criticano gli aiuti allo sviluppo occidentale, dicendo che sarebbe stato meglio se fossero ridotti. I progetti e i servizi forniti dalle agenzie umanitarie occidentali consentono ai governi africani di ignorare i propri obblighi e responsabilità di fornire servizi ai loro cittadini.

Gli aiuti esterni riducono la responsabilità dei governanti africani verso i loro cittadini, favoriscono la corruzione – i proventi del petrolio sono derubati da corrotti funzionari governativi in ​​diversi paesi africani, ma la gente non si ribella perché gli aiuti allo sviluppo mettono un cerotto sui problemi che non vengono cosi affrontati.

Kappel condivide queste argomentazioni. Egli non è un fan di aiuti allo sviluppo tradizionale. Né crede che un focus esclusivo sugli interventi di sicurezza o militari potranno funzionare per ridurre il flusso dei rifugiati.

Ciò che è necessario, a suo avviso, è lo sviluppo economico e l’industrializzazione. In questo contesto, la Germania, come nazione industriale leader, di fronte a un una rapida crescita della pressione demografica del sud del mondo nel corso dei prossimi decenni, dovrebbe svolgere un ruolo importante.

 

Sorgente: Spurring Africa′s industrialization | Business | DW.COM | 27.11.2015

About author

Cristiano Volpi
Cristiano Volpi 300 posts

Appassionato di economia, politica e geopolitica, ho deciso di creare questo sito per mostrare una diversa faccia dell'africa, un continente pieno di opportunità di business e di investimento, un continente in continuo cambiamento.

View all posts by this author →

You might also like

Africa Centrale

Cresce il consumo di alcol in Africa, nonostante le difficioltà

Gli effetti della crescita economica in Africa sono evidenti in una vasta gamma di industrie in tutto il continente, ed il fiorente mercato dell’alcool rappresenta uno dei migliori esempi di questa ritrovata prosperità.

Kenya

Il mercato della Pay-TV in Africa

  DStv e’ stata per anni il leader incontrastato della pay-TV in Africa, ma adesso la sua leadership e’ messa in discussione da una nuova e più conveniente opzione, proveniente

Kenya

Kenia, la incerta strada verso la produzione di petrolio

La confusione continua a caratterizzare il percorso del Kenya verso la produzione di petrolio, con le date di inizio della produzione che continua a cambiare. Dal dicembre dello scorso anno, il