Sud Africa e Cina, dietro al gioco di specchi

Sud Africa e Cina, dietro al gioco di specchi

I rapporti tra la Repubblica Popolare Cinese ed il Sudafrica si sono rafforzati significativamente negli ultimi anni, come dimostrato da una serie di proclami economici e politici.

Il 2014 è stato soprannominato “l’anno del Sud Africa in Cina”, mentre lo scorso anno e’ stato definito l’Anno della Cina in Sud Africa, ed ora il Sudafrica è stato classificato dalla Cina come Partner Globale Strategico.

E il partito di governo, l’African National Congress (ANC) non ha fatto mistero su come si senta e nel suo ” discussione del Consiglio Generale Nazionale” identifica una nuova “guerra fredda”, in cui il ruolo esemplare del leadership collettiva del Partito comunista cinese dovrebbe essere una stella polare che guida la nostra stessa lotta.

Tali dichiarazioni hanno portato gli osservatori a chiedersi se il governo guidato dell’ANC stia facendo una svolta geopolitica nei confronti della Cina. Tali considerazioni sono state incoraggiati dall’offuscamento burocratico che ha impedito il Dalai Lama di visitare Sud Africa in tre diverse occasioni e il governo cinese ha invece finanziato la  scuola di formazione dell’ANC.

Le relazioni economica della Cina con il Sudafrica hanno aggiunto ulteriore benzina al fuoco. La Cina è stata il principale partner commerciale del Sudafrica dal 2010, con un volume di scambi complessivo di 270 miliardi di Rand nel 2013, ed il recente annuncio durante il summit Cina-Africa che la Cina ha promesso ulteriore 90 miliardi di Rand di investimenti in Sud Africa, non fatto che confermare i timori di una crescente sottomissione.

Le reazioni al coinvolgimento della Cina tendono a trascurare un fatto importante. Mentre, almeno ideologicamente, il governo sudafricano può essere vicino ai tradizionali partner occidentali, economicamente, un largo impegno internazionale a tutto raggio è all’ordine del giorno.

L’Europa e gli Stati Uniti continuano ad essere importanti partner commerciali. Gli investimenti diretti esteri da queste regioni supera di gran lunga quello che arriva dalla Cina. In realtà, l’India è l’unico paese BRICS – Brasile, Russia, India e Cina – a figurare tra i primi cinque paesi come investimenti esteri diretti (FDI) in Sud Africa.

Inoltre, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Germania rappresentano il maggior numero di turisti stranieri nel paese.

Ci si potrebbe quindi domandare il motivo per cui il governo sudafricano deve impegnarsi con la Cina a scapito di impegni con i partner occidentali.

In relata’ non e’ questo il caso. Il Sud Africa può prendere una posizione a livello ideologico, ma a livello di impegno economico internazionale, è business as usual. Questo e’ quello che Patrick James Bond definisce come “parlare a sinistra, camminare a destra”, il governo sudafricano utilizza il linguaggio dell’egemonia imperialistica anti-occidentale ed è contemporaneamente fortemente impegnato nella logica della globalizzazione dei mercati.

In realtà, quando si parla di economia politica internazionale, nessuno “parla a sinistra e cammina a destra” più degli stessi cinesi. L’integrazione del paese nel sistema globale di mercato, l’ascesa di una classe media orientata al consumismo, e sue azioni a supporto della fornitura delle materie prime rendono la Cina un attore del capitalismo globale.

A riprova di ciò la sua valuta, il renminbi, è stata appena inclusa dal FMI come moneta mondiale.

L’impegno della Cina in Africa è una estensione di questo processo, un fatto che molti nel mondo euro-americano, e anche l’Africa, non sembrano in grado di digerire.

Nulla sottolinea questo più chiaramente che il recente annuncio della Asian Infrastructure Investment Bank. La nuova banca include la maggior parte dei leader mondiali, tra cui il Sudafrica. Assenti degni di nota sono il Giappone e gli Stati Uniti. Oppure il lancio della Nuova Banca di sviluppo BRICS, che si presenta come una paladina del Sud del mondo.

Le aspirazioni sudafricane e cinesi hanno molto in comune, se guardiamo alla Cina dal punto di vista di un attore principale nel mercato globale, piuttosto che semplicemente come uno stato monopartitico ed autoritario. Entrambi sono profondamente integrate nei mercati globali, mentre allo stesso tempo sono impegnate con ideologie a livello nazionale che sono intrinsecamente antagonista al liberismo e ai mercati internazionali. In questo senso, fanno parte di un pragmatismo economico post-guerra fredda economico più ampio, in cui la politica interna e persino quello estera, sia essa di destra, sinistra o centro – sono subordinate alle leggi di mercato.

Sorgente: South Africa and China: behind the smoke and mirrors

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Cristiano Volpi
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Appassionato di economia, politica e geopolitica, ho deciso di creare questo sito per mostrare una diversa faccia dell'africa, un continente pieno di opportunità di business e di investimento, un continente in continuo cambiamento.

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