L’Angola rilancia il settore siderurgico.

L’Angola rilancia il settore siderurgico.

D44NFX-1100x732Tredici anni dopo un accordo di pace, un nuovo impianto di $ 300 milioni di dollari sta cominciando a convertire i rottami di quelli che furono micidiali armamenti in tondini d’acciaio pronti per nuovi e scintillanti progetti di sviluppi dell’Angola.

Eppure, l’uso innovativo dei rottami di guerra è intesa come qualcosa di più di un simbolo di pace duratura del paese, ed è al centro di un ambizioso piano per aggredire il mercato nazionale e regionale di esportazione nel contesto di un settore siderurgico globale in crisi.

“Dobbiamo utilizzare le risorse per creare prodotti ad alto valore aggiunto ed essere in grado di esportare i nostri prodtti. L’obiettivo principale è quello di essere in grado di fornire proprio mercato (Angola). Questa acciaieria è arrivato al momento giusto “, dice Georges Choucair, presidente e amministratore delegato di K2L Capital, proprietario di ADA steel. Questo genere di fiducia è rara in un settore che ha passato da una crisi all’altra, negli ultimi anni. I problemi economici della Cina, un rallentamento globale dell’economia hanno portato ad un calo di domanda per l’acciaio, cosi’ come i grandi progetti di costruzione sono stati posticipati o cancellati.

La produzione di acciaio mondiale nei primi otto mesi del 2015 è scesa del 1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo la soceita’ di consulenza metallurgica FastMarkets. Nel frattempo, la Cina, il principale esportatore al mondo, si è dimostrato riluttante a ridurre la produzione chiudendo alcune delle proprie acciaierie.

Tutto ciò indica un ambiente poco favorevole per l’apertura di un nuovo impianto in un continente africano alle prese con le sue prospettive di crescita. Eppure Choucair indica una serie di vantaggi che dice aiuteranno ADA steel ad avere successo in un ambiente difficile.

“Abbiamo qualcosa che l’Europa non ha, che è un basso costo dell’energia e un basso costo dei rottami di ferro, presenti in abbondanza. Quindi vi sono vantaggi per produrre  acciaio in Angola anziché importarlo. I nostri studi mostrano che saremo competitivi contro l’importazione, “dice.

queste riserve abbondanti di rottami – che comprendono armi, infrastrutture ferroviarie in disuso e materiali dell’industria petrolifera del paese – potrebbero durare tre anni. Entro due anni da oggi, ADA spera di iniziare a produrre acciaio dal minerale di ferro.

Choucair dice che l’azienda si rivolgerà un promettente mercato di esportazione regionale, come la Repubblica Democratica del Congo, il Congo-Brazzaville e lo Zambia, tutti paesi confinanti con l’Angola che si prevede necessiteranno di una grande quantità di acciaio come le loro economie in via di sviluppano.

John Kovacs, senior commodities economist presso Capital Economics, sostiene che i fondamentali di sviluppo dell’Africa sembrano sostenere la nascita della produzione nazionale.

“L’Africa nel suo complesso rappresenta solo una piccola parte della domanda globale di acciaio – solo il 2,4%. Vi sono spazi di crescita per questa percentuale, come l’aumento dell’industrializzazione, investimenti al alta intensità’ di acciaio. Al tempo stesso, l’Africa rappresenta solo l’1% della produzione globale”.

Eppure avverte che fattori a breve termine, in particolare l’eccesso di capacità globale, fanno si che questa crescita appaia meno probabile nel breve termine. La saturazione del mercato, e la conseguente scomparsa di acciaierie dal nord-est dell’Inghilterra al Sud Africa, saturazione causata dal dumping cinese. Anche con il crollo dei prezzi, la Cina dovrebbe aver esportato oltre 100 milioni di tonnellate di acciaio nel 2015.

Questo dumping è stato paragonato a un gioco di “Whack-a-mole”, in cui gli esportatori cinesi evitano le regioni in cui sono minacciati da misure antidumping in favore di mercati scarsamente protetti.
Kovacs sostiene che questo rende alcuni paesi africani vulnerabili.

‘l’Anno del bagno di sangue’

In nessun altro luogo gli effetti del fenomeno si sono fatti sentire più che in Sud Africa, dove Paul O’Flaherty, capo locale delegato di gigante indiano ArcelorMittal, ha avvertito di un “bagno di sangue”, e ha chiesto che  dazi antidumping fino a 30-60 % su alcuni prodotti siderurgici cinesi.

L’associazione delle industrie dell’acciaio e engineering del sud africa ha indicato un calo del 2% nella produzione dei acciaio e prodotti dell’ingegneria per i 12 mesi precedenti, con il capo economista Henk Langenhoven avverte che si preannunciano giorni duri, sostenendo che una vera ripresa non si potrà concretizzarsi prima della seconda la metà del 2016.

Per Choucair, guai del Sud Africa sono più un sintomo di fattori locali che un giudizio definitivo sulla siderurgia del Sud Africa.

“Oggi si trovano ad affrontare un problema con i loro lavoratori, e anche un problema con l’energia. Così hanno i loro problemi e il Sudafrica non è stato competitivo nel mercato angolano, è stato sempre più economico importare dall’Europa, “dice.

Choucair sostiene che la strategia di importazione dell’Angola, supportata da un tentativo di diversificare la sua economia e sviluppare industrie nazionali, rappresenta un contrasto con il difficile mercato sudafricano. Importanti incentivi sono stati offerti per attirare investimenti esteri.

Egli dice che l’adozione da parte dell’Angola delle norme europee per la costruzione – richieste dalle compagnie petrolifere internazionali e le banche per i loro progetti nel paese – dà alla sua acciaieria un’arma importante nella lotta contro il dumping di acciaio cinese di bassa qualità. Qualità, non quantità, è il nuovo mantra.

Di conseguenza, prevede che la futura concorrenza per l’acciaieria è più probabile che emerga all’interno dell’Angola.

“Stiamo lavorando con il governo angolano per implementare questi standard. Come sapete, i cinesi hanno una diversa qualità dell’acciaio. Utilizzando la qualità, e concentrandosi sugli standard, siamo in grado di eliminare un sacco di acciaio che sta arrivando dalla Cina “, sostiene.

Se il nuovo impianto sarà in grado di avere successo in un mercato gia’ problematico per le acciaierie esistenti, resta da vedere. Ma con un obiettivo di 1-1.5m di tonnellate prodotte per il 2018/19, l’azienda sembra avere programmi a lungo termine.

“Oggi abbiamo una linea ad alta tensione, l’acqua, e abbiamo creato 600 posti di lavoro diretti. Oggi siamo qui perché abbiamo fatto questo investimento. Due anni fa mi avreste detto che che io sono un pazzo “, dice ridendo.

Sorgente: Starting from scrap – Angola launches steel industry – African Business Magazine

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Cristiano Volpi
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Appassionato di economia, politica e geopolitica, ho deciso di creare questo sito per mostrare una diversa faccia dell'africa, un continente pieno di opportunità di business e di investimento, un continente in continuo cambiamento.

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