Africa Orientale, verso divieto import abiti e auto usati e una nuova politica industria

Africa Orientale, verso divieto import abiti e auto usati e una nuova politica industria

La comunità EAC si appresta ad introdurre una nuova legge cerca di vietare l’importazione di vestiti e scarpe usate in Africa orientale

L’importazione di vestiti e scarpe usati verrà messa al bando una volta che i capi di stato dell’Africa orientale avranno adottato la politica di industrializzazione, politica ponendo anche un limite all’importazione di autoveicoli usati.

Se la nuova policy per la trasformazione del settore manifatturiero verrà adottata questa settimana al vertice dei capi di Stato ad Arusha, in Tanzania, i singoli paesi entreranno in una fase transitoria prima che  la nuova policy avrà piena efficacia.

Le priorità all’ordine del giorno sono l’indutralizzazione, con i cinque presidenti attesi per prendere una decisione sulle modalità per la promozione dell’assemblaggio di veicoli a motore nella regione e la riduzione delle importazioni di autoveicoli usati dal di fuori della comunità, come la promozione del tessile e delle industrie di pelle nella regione, con conseguente blocco dell’importazione di abiti usati, scarpe e altri prodotti in pelle da fuori della regione.

“Questo significa che la regione, come gli altri paesi in via di sviluppo, è pronto per trasformarsi in un blocco industriale attraverso un più elevato livello di qualità e produzione industriale”, ha detto Betty Maina, Primo Segretario del Kenya presso il Ministero della EAC. “questo porterà benefici all’intero settore con l’aumento di prodotti fabbricati localmente, allo stesso tempo porterà alla creazione di maggiori opportunità di lavoro.”

Su l’importazione di veicoli a motore, i presidenti dovranno decidere sulle nuove regole proposte in materia di limiti di età, metodologie di valutazione per autoveicoli usati e coefficienti di svalutazione uniformati

In passato l’importatori di veicoli usati hanno beneficiato di regole non uniformi nei vari paesi della EAC, il Kenya e Rwanda vietano l’importazione di vetture che hanno più di otto anni, mentre la Tanzania ha un limite di età di 10 anni e l’Uganda non ha limiti di età.

Il Consiglio dei ministri EAC lo scorso anno ha anche proposto il divieto di importare abiti di seconda mano, borse e scarpe per promuovere le industrie tessili e del cuoio della regione.

I presidenti poi chiederanno al Consiglio di esaminare le modalità per la promozione dell’assemblaggio di veicoli a motore, al fine di fermare o ridurre l’importazione di veicoli usati in Africa orientale.

“Il divieto sarà messo in atto attraverso un meccanismo graduale  di transizione per un periodo che sarà approvato dai presidenti come proposto dai ministri EAC,” ha detto la signora Maina.

Nel 2009, la regione ha fissato una tariffa esterna comune (CET) del 25 per cento sui veicoli a motore importati nella regione, avendo i capi di stato cercato di promuovere l’assemblaggio locale dei veicoli a motore.

La politica di industrializzazione dell’EAC approvata dal vertice EAC nel novembre 2011 fornisce un quadro regionale volto a alla crescita e all’espansione della produzione delle piccole e medie imprese (PMI) in modo da creare occupazione e reddito a beneficio della regione.

Questa politica mira a trasformare la regione in una moderna economia industriale  attraverso le industrie ad alto valore aggiunto con un aumento delle esportazioni di prodotti manufatti, promuovendo in tal modo l’occupazione e il potere di acquisto della popolazione, con una diversificazione della produzione industriale e dell’interscambio fra diversi settori manifatturieri.

Si propone la creazione di industrie regionali per guidare la crescita industriale e l’interscambio tra industrie e settori chiave dell’economia, come l’agricoltura, le infrastrutture e l’energia.

La EAC è un importatore netto di prodotti industriale, e in tal modo cerca di cogliere le opportunità di crescita del settore industriale attraverso la fabbricazione e l’assemblaggio di automobili, elettronica di consumo, motori, ed altri podotti.

Per aiutare i produttori a sviluppare le loro capacità, i governi EAC hanno fornito una serie di incentivi politici. come esenzioni fiscali, origine preferenziali, e introduzione di una tariffa doganale unificata nella comunità.

Secondo Scolastica Odhiambo, un docente di economia presso l’Università Maseno in Kenya, i paesi della EAC dovrebbero replicare quello che paesi che hanno raggiunto l’industrializzazione come la Cina e la Corea hanno fatto mettendo in atto politiche che sono state accuratamente pianificati ed eseguite.

“La Cina ha perseguito la strategia di sostituzione delle importazioni che ha favorito elevati afflussi di investimenti esteri e di grandi aziende di proprietà statale e nuovi investimenti nel settore pubblico e privato”, ha detto la dottoressa Odhiambo, aggiungendo che la Cina ha anche attirato trasferimenti di tecnologia da parte degli investitori mentre perseguivano l’opportunità di vendere i loro prodotti nel mercato locale.

Sorgente: EAC heads of state to ban used clothes and shoes imports – News

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Cristiano Volpi
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