La piattaforma tedesca per lo sviluppo delle microimprese Africane

La piattaforma tedesca per lo sviluppo delle microimprese Africane

DW racconta come una nuova piattaforma stia aiutando la diaspora africana che vive in Germania a contribuire allo sviluppo delle micro imprese Africane.

Herve Tcheumeleu vive in Germania da quasi 20 anni. È stato colto alla sprovvista due anni fa quando sua zia in Camerun gli ha chiesto di aiutarla a comprare un frigorifero per poter avviare una piccola attività di gelati e distributori d’acqua. Il suo budget iniziale era di quasi 1.000 euro (1.186 dollari).

“Non avevo quella somma di denaro da dare via”, dice Tcheumeleu. Dopo essersi rivolto a [WIDU.africa](widu.africa/) – una piattaforma sviluppata dal governo tedesco e dalla diaspora africana per sostenere le piccole imprese nei loro paesi d’origine – ha potuto aiutare sua zia con un contributo di 250 euro.

L’iniziativa richiede che il 25% dei finanziamenti richiesti da un imprenditore o da piccole imprese in Africa provenga dall’interno della diaspora. L’altro 25% deve provenire dall’imprenditore stesso e il governo tedesco fornisce il restante 50%. Il sostegno potrebbe oscillare tra i 500 e i 5.000 euro.

Progetto pilota da espandere in Africa

La Banca Mondiale stima che gli africani che vivono in Germania inviino ogni anno un totale di circa 1,2 miliardi di euro ai loro paesi d’origine.
Il governo tedesco ha chiesto alle organizzazioni che rappresentano la diaspora come si potrebbe sostenere al meglio l’Africa.
Günter Nooke, il consulente personale per l’Africa del Cancelliere tedesco Angela Merkel, afferma che un desiderio comune era quello di utilizzare le rimesse “per promuovere la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e l’occupazione”.

La Germania ha accettato e istituito WIDU.africa come piattaforma per coloro che, all’interno della diaspora, sono interessati a sviluppare il settore delle piccole imprese in Africa. Il Ministero federale tedesco per la cooperazione e lo sviluppo economico (BMZ)](www.bmz.de/en/) fornisce la sua quota di finanziamento attraverso l’agenzia tedesca per lo sviluppo, la Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ)(www.giz.de/en/html/index.html).

WIDU.africa è stata lanciata nel novembre 2019 per il Camerun e il Ghana, i paesi con le più grandi comunità della diaspora in Germania. Nell’ottobre 2020 la piattaforma si estenderà a Kenya, Togo, Etiopia e Marocco.
Angela Merkel ha fatto diversi viaggi in Africa da quando è diventata cancelliera della Germania nel 2005.

Il know-how della diaspora

“La diaspora parla le lingue locali dei suoi Paesi e conosce le persone e le imprese da sostenere meglio di noi Paesi donatori” secondo Nooke.
La piattaforma WIDU.africa si affida ad associazioni africane come l’Afrika Medien Zentrum di Berlino, di cui Herve Tcheumeleu è direttore esecutivo, per far sì che WIDU.africa diventi ampiamente conosciuta. “Alla diaspora africana in Germania e alle potenziali imprese nei paesi africani”, dice.
Il denaro che viene incanalato tramite WIDU.africa viene monitorato per garantire che sia ben speso. I beneficiari devono mostrare la prova degli acquisti e dei pagamenti effettuati per le loro piccole imprese. Tcheumeleu ricorda che ha dovuto sottolinearlo a sua zia per evitare di incorrere in problemi con il governo tedesco.

“Queste iniziative sono buone, perché la maggior parte di noi africani abbiamo cercato più volte di avviare un’attività commerciale, ma il più delle volte siamo stati truffati, anche dai nostri parenti e amici”, dice Tcheumeleu.

Un futuro progetto europeo?

Gli africani che vivono in altre parti dell’Unione Europea mostrano interesse per l’iniziativa tedesca, dice Tcheumeleu. Tra di loro ci sono camerunensi desiderosi di sostenere progetti in patria. Non è possibile, dice, ma “potrebbe essere bello estendere questo progetto ad altri Paesi”.
Anche la Germania vede questo potenziale. “C’è la possibilità di espandere il progetto ad altri paesi europei come l’Austria, la Francia e la Svizzera, in modo che diventi un progetto europeo”, dice Nooke.

Come un’iniziativa che richiede il coinvolgimento della diaspora africana nello sviluppo dei suoi Paesi d’origine, WIDU.africa dovrebbe essere considerato un modello per la cooperazione allo sviluppo, ritiene Tchemueleu.

Il classico aiuto allo sviluppo dei Paesi donatori ai Paesi africani è ancora importante, secondo Nooke, ma non in “ovunque e in tutto”. WIDU.africa è “su misura e ben adattato ad una situazione concreta sul terreno”.

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Cristiano Volpi
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